Ascanio Cuba – Chiara Tommasi

5-30 giugno 2018

Biblioteca di Morando

via Tofane 49, 20125 Milano

info: tel 02-66986901 mic@cinetecamilano.it – www.cinetecamilano.it

Ascanio Cuba – Il ritorno – Murales – Live Painting – Dimensioni ambientali

 

Ascanio (Cuba, 1988) è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Santiago de Cuba con specializzazione in pittura e disegno. Pittore, muralista e serigrafo, vive e lavora a Milano. L’artista utilizza la propria sagoma di uomo proteso in avanti per simbolizzare l’individuo contemporaneo intento a sfidare il futuro, da cui il motto “Climbing The Future”. Sintesi grafica della sua arte, questa immagine si fonde con la sua firma e ne diventa marchio e segno di riconoscimento.
Ascanio trova nella serigrafia un grande motivo di sperimentazione artistica che introduce via via anche nelle proprie opere su tela, conferendogli uno stile marcato e caratteristico.
Le opere su tela rappresentano il fiore all’occhiello di Ascanio, la cui pennellata sicura deriva della scuola di suo padre Danis Montero Ortega, pittore affermato e professore di storia dell’arte. Oltre alla tela e alla stampa serigrafica, Ascanio realizza murales di grandi dimensioni con l’ausilio esclusivo di tecniche tradizionali di pittura. A Milano ha fatto omaggio a personalità note quali Enzo Jannacci, Morando Morandini e Paolo Limiti ma anche progetti di riqualificazione urbana in collaborazione con l’Associazione Artepassante e la Cineteca di Milano.
Socio della Permanente, ha recentemente partecipato alla mostra annuale degli artisti contemporanei. Ha inoltre dato vita a numerose collaborazioni tra cui un progetto di street-art di 50 disegni su marciapiede in occasione della settimana della moda, live-painting per eventi e mostre, allestimenti scenografici, e altri progetti interdisciplinari.

 

 

Chiara Tommasi – Il ritorno  – Video 10′:46” – Video-installazione su muro – Cortile interno

 

Ogni ritorno presuppone una memoria, un esserci già stati. Ogni ritorno è il viaggio nemesi della partenza, la sua controparte che mai era stata garantita. Ogni ascolto della parola ritorno fa pensare a casa, al luogo di partenza precedente al viaggio. Ogni poesia è un ritorno a casa. Ogni scavare nei propri sentimenti è un ritorno a sé. Ogni pensiero che mi attraversa Ogni volta uguale mostra il continuo ripetersi sempre uguale di Ogni elemento della vita stessa.
Il ritorno è un’installazione video. Entra come entra un pensiero, ipnotico avvolge lo spettatore immergendolo nella visione e nel suo (del video e dello spettatore) essere natura, percorso, paesaggio, inseguimento. Il lavoro video sembra cercare una strada, vuole percorrersi verso una via d’uscita; si indaga nel suo stesso ipnotismo, mostra un’inseguimento di punti, punti come appunti che, come movimento tout court, esplorano da un estremo all’altro dell’immagine. Il verde, lo spazio, la terra sono il foglio non bianco ma puro da cui far partire l’indagine. Il foglio datoci in eredità (la terra) non era bianco, il bianco è un’astrazione, sembra dirci. Sopra al bianco stesso si proietta il colore della natura. Il paesaggio, l’idea di paesaggio, idea pura per dirla con Platone, di tutti i paesaggi. È punto di partenza: analisi scelta e selezionata, percorso dentro a qualcosa che avviene capovolgendo i criteri, non chi sono e da dove vengo ma direttamente quello che mi contiene, il mondo guardato. Intanto l’altro percorso, quello scandito dalle navate mette al centro il visitatore, immergendolo nel punto di visione privilegiato. Tutto avviene alla fine e attorno al fruitore. La costruzione scandisce un percorso eterno, dall’assenza gradualmente e progressivamente fino all’avvolgimento.

Fabrizio Pizzuto

 

Contestualmente verrà presentato: